domenica, Gennaio 23, 2022

"We value meritocracy because this is a family where we grow up together"

Cosa deve aspettarsi l’Italia dal G20? Conseguenze e prospettive per lo stivale

Al termine delle due giornate del “Gruppo dei 20” tenutesi a Roma il 30 e 31 ottobre 2021 ci si interroga sulle future conseguenze che essa ne trarrà.

Alla base dell’evento vi è la volontà dei paesi partecipanti di rispondere in maniera decisa e concreta al post pandemia e a tutto ciò che ne concerne. La ripresa economica globale è stata evidenziata dai leaders assicurando maggiore trasparenza e efficacia riguardante vaccini e catene di approvvigionamento per tutti gli stati, stimando una vaccinazione del 70% della popolazione mondiale entro la metà del 2022.

L’attenzione è ricaduta particolarmente sull’impegno da parte del G20 verso i paesi sottosviluppati, dando vita alla nuova ripartizione “Special Drawing Rights” (SDR), attuato dal ”Fondo Monetario Internazionale” (FMI) che ha messo a disposizione 650 miliardi di dollari in riserve aggiuntive a livello globale.

Si è sottolineato come grazie alla Dichiarazione di Matera si incoraggiano i partners a collaborare ed unirsi alla Food Coalition lanciata dalla FAO come mezzo per rispondere agli impatti sul COVID-19 sul cibo, sicurezza e nutrizione.

Non è, ovviamente, venuto a mancare il dibattito in materia ambientale. Gli stati hanno manifestato il loro interesse nel rafforzare le azioni per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030, adottando un approccio ambizioso, equilibrato, solito e trasformativo post Global Biodiversity Framework del 2020 alla COP15 di Kunming.

A tal proposito nel medesimo giorno del G20 si è svolto a Glasgow COP26, la 26° edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Da molti definita come l’ultima spiaggia considerato l’ultimo fallimento di Madrid nel 2019 dopo la COP25.

Il summit di Roma definito da molti come discussione sui temi delle tre “P”: persone, pianeta, prosperità. L’obbiettivo ultimo è quello di ridurre le disuguaglianze globali ancora più note dopo la grave crisi sanitaria. In ambito economico, la ripresa è fragile e disomogenea a causa della diversa intensità delle risposte di politica economica alla crisi.

Ci chiediamo, dunque, se il G20 possa essere per il nostro paese un passo verso “i grandi”, se quei muri istituzionali verranno abbattuti e facciano spazio ad un paese che negli ultimi anni ha mostrato caratteri collettivisti e liberisti, mettendosi in gioco sulle tematiche generali dell’agenda politica. Siano i cittadini stessi a doverne pagare nuovamente le conseguenze? Andremo incontro a “lockdown ambientali”? Lobby e gruppi d’interesse, qui, assumono particolare importanza. Il futuro è sempre più incerto e le certezze diminuiscono.

Valerio Caporossi

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